Oggigiorno è frequente incontrare persone che vivono le proprie vite in modalità multitasking. Viviamo in una società che corre veloce, che ci porta a dover fare più cose contemporaneamente, a stare, come si dice in gergo, “sul pezzo”.
Correre sembra essere la parola d’ordine!
Ma siamo davvero “programmati” per fare più cose contemporaneamente? E questo fare tutto insieme ci fa vivere serenamente?
Nel 2009 uno studio dell’Università di Stanford ha dimostrato che il nostro cervello non è programmato per processare più attività nello stesso momento e quindi è più produttivo se si affronta una cosa alla volta.
Con il multitasking peggioriamo il livello di efficienza, perché diventiamo più lenti nel passare da un’azione all’altra e incapaci di distinguere, nel bombardamento di stimoli che riceviamo, le informazioni importanti da quelle irrilevanti.
Una riflessione su tale tematica offre la possibilità di interrogarsi su quali siano le reali motivazioni che si celano dietro uno stile di vita multitasking. Certo la società ci spinge a correre ma tante volte tale corsa nasconde anche un bisogno di allontanarsi, di mettere una distanza, di evadere da situazioni reali che magari in un dato momento potrebbero risultare di difficile gestione.
Sollecitiamo il corpo e la mente a mantenere standard elevati e performance impeccabili; ma alcune volte il prezzo da pagare è notevole.
La ricerca scientifica su tale tema è in continuo movimento, vorrei condividere con voi solo uno dei tanti studi condotti. Daniel J. Levitin, neuroscienziato e psicologo statunitense, nel suo libro “The organized Mind: thinking straight in the in the Age of Information Overload “(Dutton Books, 2014) sostiene che quando lavoriamo in modalità multitasking, il rapido passaggio da un’azione a un’altra (context switch) comporta un notevole impegno cognitivo e questo può provocare un incremento della produzione di cortisolo e quindi predisporre maggiormente a risposte stressanti.
Rallentare per imparare a stare nel “qui ed ora”, dettando un nuovo ritmo necessario per scandire il nostro tempo. Un tempo dove lasciare uno spazio per noi, al piacere e non al dovere.
E allora forse dovremmo iniziare a sperimentare nuovi modi di organizzare e gestire le nostre agende, dando la giusta attenzione ai segnali che arrivano dal corpo e dalla mente. E magari, ogni tanto, sarebbe bello potersi concedere la modalità multitasking OFF!