Mentire a se stessi. Le motivazioni profonde dietro l’autoinganno.

Spesso le persone tendono a sopravvalutare i loro pregi e a ignorare i propri difetti, questo atteggiamento può migliorare l’autostima, ma a volte mentire a se stessi può nascondere ragioni più profonde.

La nostra mente è incredibilmente efficace nel nascondere le informazioni che ci risultano spiacevoli. Che si tratti di lavoro, scuola, università, amore, figli, ci piace convincerci che stiamo facendo la cosa giusta. Ri-giriamo le cose in modo da sentirci a posto con la coscienza. E’ un atteggiamento che aiuta in un mondo pieno di verità scomode, in cui a ogni passo potremmo autocommiserarci e dubitare di noi stessi.

Lo psicologo tedesco Michael Dufner afferma:” Se ci chiedono di scegliere tra un giudizio realistico e uno lusinghiero, la maggior parte di noi sceglie il giudizio lusinghiero”. Tendiamo a dimenticare più in fretta i giudizi negativi, soprattutto se riguardano questioni a cui teniamo molto e conseguentemente tendiamo ad attribuirci i successi e a cercare negli altri le ragioni dei nostri insuccessi.

L’autoinganno può diventare un problema enorme, per esempio quando ci poniamo obiettivi esagerati e poi falliamo senza capirne il motivo.

E’ importante comprendere che tutti noi tendiamo ad illuderci, ma la forma che diamo a queste illusioni dipende dalle nostre condizioni esistenziali e dal nostro carattere. Il pericolo rappresentato dalle bugie che ci raccontiamo si coglie particolarmente bene nelle persone che si sottomettono sempre e si raccontano che va bene così.

Lo psicologo Rainer Sachse parla di “stile dipendente di personalità” per indicare chi si sente di dover dipendere sempre dagli altri. Si riscontra in molte coppie, soprattutto tra le donne, che per amore del partner mettono i propri bisogni in secondo piano. Si diventa maestri dell’autoinganno, non riuscendo a rinunciare facilmente alle menzogne che ci raccontiamo. Spesso le menzogne celano una o più profonde insicurezze e si resta prigionieri di un’illusione da cui non è facile uscire.

Un percorso di terapia potrebbe aiutare  a far emergere le convinzioni più profonde della persona e ad affrontare i “pericoli”. Spesso un pericolo, o presunto tale, si rivela molto meno minaccioso quando lo si guarda da vicino, senza girarsi dall’altra parte.

Par affrontate l’autoinganno bisogna partire dall’assunto che ognuno di noi ha i propri limiti, senza interpretare ogni critica come un attacco alla propria persona e senza temere l’imperfezione.

Chi impara ad accettare i propri “difetti” ha meno motivi per mentire a se stesso e in fondo ogni giudizio che arriva dall’esterno porta in sé anche un’opportunità.