La pandemia da Covid – Sars 2019 ha portato tutti noi a modificare le nostre abitudini e il nostro stile di vita.
Quante volte ci siamo posti la domanda: quando finirà questo terribile incubo? Una domanda che apparentemente sembra celare risposte semplici ma in realtà bisogna fare un passo indietro e domandarsi come ciascuno di noi abbia vissuto e stia vivendo questa esperienza. Età, stato civile, professione, luogo di vita sono soltanto alcuni degli elementi da tener presenti per comprendere come su ognuno di noi l’impatto emotivo sia stato unico. Sicuramente chi vive la pandemia in una piccola realtà ha una percezione diversa da chi la sta vivendo in una grande città. Anche se pensiamo a una famiglia e a un lavoratore single possiamo dedurre che la fatica emotiva sia maggiore nel secondo caso. Uno studente o un lavoratore fuori sede lontani dalle famiglie d’origine, anche durante le festività. Questi sono soltanto delle piccole situazioni prese in considerazione ma sono fondamentali per poter fare una riflessione più ampia su questo tema che tocca la nostra sfera più profonda e intima.
La pandemia ci ha fatto riscoprire, e in alcuni casi scoprire, il nostro bisogno relazionale. Abbiamo bisogno dell’altro per condividere esperienze positive e negative, per vivere le nostre emozioni, per stabilire un contatto e una vicinanza fisica ed emotiva. Condividere con l’altro non è uno “strumento accessorio” della nostra vita ma una reale necessità, che è emersa prepotentemente nel momento in cui ne siamo stati privati.
E bisogna ammetterlo, è faticoso all’improvviso dover rinunciare a tutto questo perché si tratta di privarsi di uno dei nostri bisogni primari: la socialità.
In una situazione che continuerà a modificare le nostre relazioni è interessante riflettere sul concetto di solitudine e quindi sulla tematica più ampia della paura di rimanere da soli.

Quali sono i bisogni che ci spingono a organizzare video call con amici e parenti, seguire corsi online?
In questo tempo ciascuno di noi ha rispolverato le proprie risorse personali sperimentando nuovi modi di stare sia con l’altro ma anche con se stessi. Le nostre risorse personali sono caratteristiche psicologiche che ci consentono di recuperare il nostro equilibrio a seguito di tensioni e stress, di generare nuove opportunità e di muoverci in maniera proattiva, contribuendo al nostro percorso di sviluppo e di realizzazione.
Sarebbe importante saper trovare un equilibrio tra la necessità legittima di condividere la propria esperienza con gli altri e la capacità di saper fare delle attività in autonomia al fine di trovare gratificazione in se stessi senza senza aver bisogno del confronto con l’altro.
Bisognerebbe imparare lo stare soli senza aver paura di rimanere soli. Stare soli potrebbe essere un’opportunità di crescita e di conoscenza profonda di se stessi mantenendo però sempre acceso l’interruttore verso il mondo esterno.
Una relazione digitale non potrà mai sostituire una relazione vis à vis, questo è il tempo della riflessione su quanto abbiamo bisogno dell’altro per vivere le nostre relazioni interpersonali ma anche su quanto possiamo stare in equilibrio contando su noi stessi.