È un dato di fatto confermato da numerosi studi che il disturbo narcisistico di personalità è una patologia sempre più diffusa nel mondo contemporaneo. Si parla soprattutto di “narcisismo digitale” per indicare la rapida crescita di questo disturbo in relazione all’uso del web e dei social network.
Se nel mito greco di Narciso il bellissimo giovane si innamorava della propria immagine riflessa nell’acqua del lago, fino a cadervi e perdere la vita, oggi l’immagine fittizia di sé è quella restituita dall’identità digitale. Ma come funziona esattamente il narcisismo digitale e come riconoscerne i sintomi?
La differenza tra narcisismo patologico e amor proprio
Prima di tutto è utile ricordare che il narcisismo patologico non è un’espressione sana dell’amor proprio, ma il sintomo di una sofferenza interiore, psicologica ed emotiva. Al contrario delle persone che hanno autostima e amore di sé, il narcisista patologico, digitale e non, compensa un senso di inadeguatezza e di insoddisfazione personale.
Nel disturbo narcisistico di personalità la ricerca spasmodica di ammirazione e approvazione nasce dal bisogno profondo di essere visti e riconosciuti. L’approvazione che il narcisista ricerca negli altri, attraverso un egocentrismo esasperato, cela in realtà una complessa vulnerabilità, se non addirittura il disprezzo di sé. È quindi importante non sottovalutare il problema e riconoscerne i tratti per poter aiutare la persona che soffre del disturbo a ritrovare equilibrio e auto-efficacia.
Narcisismo patologico covert e overt: le due facce dell’Ego
Una delle principali difficoltà nel riconoscere un narcisista patologico, e dunque anche un narcisista digitale, è che questo disturbo può manifestarsi in forme diverse. In particolare in psicologia si distinguono:
Disturbo narcisistico di personalità overt
Il narcisista overt, o manifesto, è più facilmente riconoscibile proprio in virtù del suo carattere estroverso e istrionico. È brillante nelle conversazioni, espansivo nelle relazioni e cerca in ogni modo di essere al centro dell’attenzione, spesso riuscendoci. Ha una personalità manipolatrice e nel caso di quello che si definisce un “narcisista maligno” il suo atteggiamento può sfociare persino nell’aggressività o nel sadismo.
Disturbo narcisistico di personalità covert
Il narcisista covert, o nascosto, è una persona timida e introversa, spesso ritirato dai contatti sociali. Tuttavia è altrettanto egocentrico di un narcisista overt e ambisce in egual modo ad ottenere l’ammirazione e la simpatia degli altri. Per riuscirci si affida però a un agire indiretto, mettendo in atto comportamenti passivo-aggressivi e ponendosi nel ruolo di vittima suscitando nell’Altro sensi di colpa.
Entrambe queste personalità soffrono emotivamente di un incessante desiderio di attenzione e possono causare sofferenza anche nelle persone che hanno attorno. Per questo il disturbo narcisistico può compromettere le loro relazioni e avere un impatto molto negativo nella loro vita personale e professionale.
Cosa si intende per narcisismo digitale
Il narcisismo digitale, o narcisismo da social network è la forma più recente del disturbo narcisistico di personalità. Strettamente legato all’uso (e abuso) delle piattaforme 2.0 e dei social media, il narcisismo digitale porta alla continua ricerca di ammirazione e riprova sociale attraverso questi strumenti.
Il narcisista digitale cerca nel mondo virtuale dei social un palcoscenico amplificato per la propria immagine di sé. Il Sé ideale, filtrato da un’apparente perfezione, si sostituisce al Sé attuale per soddisfare i propri ideali di carisma, grandiosità e successo.
L’impulso a condividere tutto ciò che lo riguarda per ricevere apprezzamento dagli altri e l’identificazione con la propria immagine digitale lo portano a estraniarsi progressivamente dalla realtà.
La ricerca del consenso sui social compensa la mancanza di relazioni affettive e di un rapporto con la realtà realmente soddisfacenti. Così la persona tende a isolarsi sempre di più nella vita reale in favore dell’irrealistica identità ideale che vuole e può veicolare digitalmente.
Come nasce e come si alimenta il narcisismo da social network
L’evoluzione del narcisismo nella società occidentale non è frutto esclusivamente dei social media ma ha subito, con la comparsa delle piattaforme social, una notevole diffusione. Già nel 2009 studiosi come Jean M.Twenge e W. Keith Campbell parlavano di “Epidemia di narcisismo”, sottolineando l’entità preoccupante del fenomeno in crescita soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Il proliferare dei social network e degli strumenti di espressione, promozione e manipolazione del Sé digitale hanno svolto un ruolo sostanziale nella ricerca patologica di approvazione e visibilità. Non ne sono esenti neanche gli adulti, che anzi rischiano talvolta di abituare i figli all’esposizione di sé sui social network fin da piccolissimi.
Il selfie e la scomparsa dell’Altro
Un momento simbolicamente emblematico dello sviluppo del narcisismo digitale è sicuramente l’introduzione dei “selfie”. Per la prima volta, l’obiettivo fotografico non si rivolge più verso l’Altro da sé, ma esattamente verso se stessi. Non è un caso che secondo alcuni studi le persone che pubblicano un gran numero di selfie sui social network dimostrino il 25% di tratti narcisistici oltre il limite clinico.
Nell’era dei selfie, l’Altro diventa non più persona fisica con la quale relazionarsi, ma oggetto-sé virtuale e indistinto che ha la sola funzione di gratificare l’Ego attraverso l’approvazione. Allo stesso modo, ma in senso opposto, le critiche sui social network hanno un effetto distruttivo, che lede l’autostima e alimenta l’insicurezza.
La Teoria degli usi e delle gratificazioni in era digitale
Negli anni Sessanta e Settanta, Joseph Klapper, Eilhu Katz, Michael Gurevitch e Hadassah Haas hanno introdotto una nuova prospettiva sul rapporto tra mezzi di comunicazione e utenti. Secondo la Teoria degli usi e delle gratificazioni, gli utenti usano i media per soddisfare i propri bisogni personali e a loro volta influenzano l’evoluzione dei media stessi. In particolare, gli individui soddisfano attraverso i media:
- Bisogni cognitivi
- Bisogni affettivi ed estetici
- Bisogni integrativi della personalità
- Bisogni integrativi a livello sociale
- Bisogni di evasione
La Teoria, portata avanti nel 2011 da Zizi Papacharissi e Andrew Mendelson, si applica anche all’ambito dei social. Secondo questi studi, più un individuo sente che un mezzo soddisfa i suoi bisogni, più tenderà ad usarlo per quello scopo. Per questo motivo, i social media alimentano il bisogno di approvazione di chi li usa con la gratificazione data dalla visibilità e dai like e commenti degli altri utenti.
Quali sono i sintomi del narcisismo digitale?
Riconoscere un narcisista digitale non è sempre facile nella realtà al di fuori dei social.
In uno studio dell’Università di Firenze, dal titolo Narcisisti grandiosi e vulnerabili: chi è a maggior rischio di dipendenza da Social Network? (Casale, Fioravanti, Rugai, 2016) è stato svolto su un campione di 535 studenti europei.
La conclusione della ricerca mostra come i narcisisti covert, più vulnerabili e insicuri, sono i più soggetti a ricercare la sicurezza di un ambiente digitale, come i social network, rispetto alle interazioni reali. Al contrario i narcisisti overt, grandiosi ed esibizionisti, sono più propensi a cercare apertamente ammirazione anche nella realtà e ad isolarsi in misura minore.
Si tratta comunque di un dato non assoluto, in quanto anche un narcisista estroverso può trovare nei social network un palco ulteriore per la propria esibizione. Tra i tratti ricorrenti di un narcisista digitale figurano:
- Dipendenza compulsiva dai social media
- Costante ricerca di conferme sui social in forma di like e commenti
- Tendenza all’isolamento nella vita reale
- Eccessiva condivisione di selfie e contenuti sulla propria vita (oversharing)
- Tendenza a sovrastimare la propria identità digitale e la propria importanza online
- Mancanza di empatia verso gli altri, nella realtà e sui social
- Fantasie di potere e successo senza limiti, convinzione di essere destinati alla fama
- Depressione se l’attenzione e l’approvazione sui social diminuiscono
Come curare il narcisismo digitale
Come ogni disturbo patologico della personalità, il narcisismo digitale deve essere affrontato con una terapia adeguata. A poco servirebbe tentare di imporsi su chi ne soffre con un atteggiamento di netto contrasto e biasimo, in quanto indurrebbero ancora di più la persona a considerare insoddisfacenti le interazioni reali. Tuttavia è essenziale intervenire prontamente, a maggior ragione nel caso di un adolescente, per evitare che il disturbo comprometta ancora più profondamente la personalità. Con un percorso di supporto psicologico adeguato ai bisogni della persona e un ascolto attento e dedicato è possibile fare luce sull’angoscia esistenziale che alimenta il disturbo e aiutare chi ne soffre a ritrovare equilibrio e serenità.
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